Ancora Torino, quando si parla di droni. Ancora Torino, quando Leonardo deve scegliere la cornice in cui ospitare un evento di richiamo nazionale come il Drone Contest. La gara, che si è disputata nelle scorse settimane proprio negli spazi di corso Francia quasi al confine con Collegno, anche per il 2021 si terrà all’ombra della Mole, rilanciando la sfida tra le migliori università del Paese.

Secondo le prime informazioni la formula, così come per la prima edizione, prevederà un simposio scientifico e tecnologico di presentazione, alla fine della prossima primavera, e lo svolgimento della nuova gara che si terrà sempre nella sede Velivoli di Leonardo a Torino in autunno.

Il 23 settembre scorso è avvenuta la premiazione della prima edizione con la vittoria del Politecnico di Milano mentre l’Università di Bologna è stata insignita dal “Premio Speciale della giuria”.

A pochi mesi dalla conclusione della prima gara anche tutti gli altri team degli Atenei partecipanti, il Politecnico di Torino, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università degli Studi di Roma


Le nuove modalità della prossima competizione universitaria di intelligenza artificiale, unica nel suo genere sul panorama internazionale, prevedono un vero e proprio gioco tra i droni che, in cooperazione con dei sensori a terra, andranno a comporre la realtà intorno a loro, al fine di velocizzare l’esecuzione della missione.

Nuove funzionalità e tecnologie come Teaming/Swarming, Objective based Task Allocation, Interazione del drone con agenti esterni, Visual Inertial Odometry, Autonomous Trajectory planning, Identification and Tracking, Computer Vision e Autonomous Decision Making saranno il focus del lavoro dei dottorandi.

Nel campo di gara, in una sfida contro il tempo, le prove prevedranno che il drone raccolga, tramite fotografie e video, le informazioni necessarie che consentiranno al team di definire la missione migliore di atterraggio nelle piazzole e massimizzare così il punteggio di gara. Il drone con le indicazioni ricevute dovrà in autonomia muoversi tra edifici e zone a visibilità ridotta per portare a termine la sua missione.

La cooperazione con i sensori sul territorio sarà fondamentale per individuare tutti gli oggetti nel minor tempo possibile ed iniziare a sviluppare le capacità di collaborazione tra il drone e le altre piattaforme, preparando così il terreno al contest del 2022 dove il volo collaborativo sarà il protagonista principale.

Articolo tratto da Torino Oggi link

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