Droni in agricoltura

Il progetto “PIGNOLETTO” nasce con lo scopo di mappare i terreni in modo preciso, favorendo l’adozione del Precision Farming.

Conoscere la composizione del suolo, in tutte le sue variazioni, è la base di partenza su cui le tecniche di Precision Farming si basano. Dare alle colture ciò di cui realmente necessitano, rispettare il loro stato vegetativo, monitorare le necessità idriche e quindi pianificare è l’obiettivo che dobbiamo raggiungere.

Per molto tempo l’agricoltura ha fatto uso di tecniche consolidate, ma è giunto il momento di trarre vantaggio dalle tecnologie a disposizione.

Farlo, significa salvaguardare le risorse, rispettare il pianeta, sfamare sempre più persone e soprattutto migliorare la qualità del prodotto.

Grazie ai droni oggi si possono mappare aree molto vaste

Ma cosa significa quindi mappare i terreni?

Fino a non molto tempo fa i sensori a disposizione spesso basavano l’analisi del suolo sulla conducibilità elettrica. Questa misura forniva alcune informazioni, ma non tutte e soprattutto troppo puntuali rispetto la porzione del terreno su cui venivano installate. A queste si affiancavano le analisi di laboratorio che completavano la mappa.

Si tratta tuttavia di una metodologia non infallibile e che può essere resa più precisa. A questo obiettivo mirano i partner del progetto Pignoletto, uno dei vincitori del bando Call hub ricerca e innovazione (Por-Fesr) della Regione Lombardia. Un progetto coordinato dall’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) e che vede come partner ben cinque dipartimenti dell’Università di Milano Bicocca, l’Istituto nazionale di astrofisica e sei ditte lombarde (Aermatica 3dBlu ElectronicElse NuclearFEM2 AmbienteNuclear InstrumentsRedcat Devices).

La spiegazione ce la fornisce Roberto Comolli, professore del dipartimento Scienze dell’ambiente e della terra (Università Milano Bicocca). Il progetto, che prevede di utilizzare diverse tecnologie, ha lo scopo di raccogliere quante più informazioni utili e dettagliate dai campi.

Per farlo, oltre ai sensori già noti, il progetto Pignoletto si avvarrà del rilevamento dei raggi gamma emessi da alcuni elementi radioattivi presenti nel suolo (come il Cesio o il 40K-Potassio40) che sono contenuti in alcune tipologie di rocce.

I sensori possono essere installati a bordo di droni, trattori e quod. Il progetto, tuttavia, si avvale anche di satelliti equipaggiati con la medesima tecnologia.

In conclusione, ad oggi solo l’1% delle aziende agricole italiane fa uso dell’agricoltura di precisone, ma il mercato cresce al 42% ogni anno e il segmento dei mezzi agricoli sta investendo in questa direzione. Si possono pertanto prevedere sviluppi interessanti e sbocchi professionali nuovi in un prossimo futuro.

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